
Trento, 4 novembre 2015. La sala del CSA Bruno gremita durante la presentazione di «Cent’anni a Nordest». Clicca per vedere altre foto.
Il 4 novembre è la festa delle Forze Armate e della vittoria italiana nella prima guerra mondiale; celebrarla a Trento, città conquistata – anzi, redenta! – non ha prezzo; il centro sociale autogestito «Bruno» di Trento l’ha celebrata con l’ultima serata del Ventre della Bestia Tour.
Per diversi mesi, Wu Ming 1 ha presentato Cent’anni a Nordest nei luoghi del libro. Nel ventre della bestia, appunto. Il giro è iniziato a Trieste ed è finito a Trento, non a caso…
Al CSA Bruno, in una sala affollatissima, a dialogare con WM1 c’erano Tommaso Baldo e lo storico Quinto Antonelli. In questo post proponiamo la registrazione della serata, divisa in capitoli e con sommario degli interventi. Si può ascoltare in streaming da questa pagina (utile per seguire il sommario) o scaricare in una cartella zippata (235 mega). Nei prossimi giorni sarà scaricabile da Radio Giap Rebelde, anche tramite iTunes.
Approfittiamo del post per linkare alcune interviste e recensioni di Cent’anni a Nordest apparse negli ultimi tempi. Buon ascolto e buona lettura. Ora il testimone passa a L’invisibile ovunque. Conto alla rovescia per il 24 novembre.

Bolzano, 3 novembre 2015, aula magna del liceo Carducci. WM1 presenta «Cent’anni a Nordest» insieme a Flavio Pintarelli. Iniziativa a cura dell’associazione Dada Rose. Clicca sulla foto per leggere la recensione di 100ANE di Flavio Pintarelli, “tarata” per l’evento. Clicca qui per un’intervista “altoatesina” a Wu Ming 1 apparsa sul sito AND (A Nord Est di che?).
VmPd
CENT’ANNI A NORDEST A TRENTO – PRIMA PARTE – 28’41”
Tommaso Baldo – Introduzione
Comunicato migranti – Brief outline – Cicatrici e fantasmi – Senza la Grande guerra non esisterebbe il «Nordest» – presenta WM1 e Antonelli – Fare i conti con questo territorio a cento anni dal conflitto che l’ha creato: i confini, i rimossi, le ricadute sul presente – Autonomismi e separatismi – Le «due destre» del Nordest – Oggi la Grande guerra è più “commemorata” o più “celebrata”?
Wu Ming 1 – Il palo, la frasca, la follia, il metodo
Co-memorare – La commemorazione non esclude lo spirito critico, la celebrazione sì – Questo centenario poteva/può essere un’occasione – Le istituzioni celebrano – Trieste, 24/05, L’esercito marciava, o meglio, correva (con la ministra Pinotti) – Giorgia Meloni sul Piave, Non passa lo straniero – Fu l’Italia ad attaccare l’Austria – Figurarsi nel ’18 cosa tireranno fuori – Questo è un lungo centenario – Rimozioni, non-detti, amnesie selettive, vittimismo – La nostra guerra non può mai essere offensiva – “Defaillances” e “ripensamenti” – Nodi mai venuti al pettine – Continuità col fascismo – Come sorprendersi se si parla di Grande guerra in questo modo? – Anche Almirante «salvava gli ebrei» – Per questo parlo di un «viaggio tra i fantasmi» – Cos’è un fantasma? Un fantasma è una vicenda irrisolta – Il fantasma è la contraddizione che persiste, è un esito incerto – I fantasmi del Nordest sono quelli della Grande guerra – Se in Alto Adige venisse meno il welfare, le tensioni etniche riemergerebbero – Un continuo dialogo (negato) coi fantasmi – Le cicatrici sono dappertutto, cucite male, il filo è marcito, inciampiamo nel filo – Perché ho deciso di parlare di Nordest e Grande guerra – Un rumore sordo che faceva tremare la terra – Tante piccole vicende mai collegate l’una all’altra – Com’è strutturato il libro – Il sintomo – Putin è di Vicenza – Springsteen che saluta in friulano a Trieste – L’incontro dell’ombrello etiope con la macchina da cucire sudtirolese – Il centenario può essere un’occasione dal basso – Unire il separato e separare l’unito.

Treviso, 23 ottobre. Il Centro Sociale Django pieno per la presentazione di «Cent’anni a Nordest». Clicca sulla foto per aprire l’intervista a Wu Ming 1 intitolata «North-East Stories» apparsa sul sito Global Project.
VmPd
CENT’ANNI A NORDEST A TRENTO – SECONDA PARTE – 2o’52”
Quinto Antonelli – La Disneyland militare del Centenario
Cent’anni a Nordest è il viaggio di uno scrittore attento – Un viaggio progressivo e una narrazione circolare – Turismo di guerra, nostalgia per l’Austria, gli Alpini, gli Schuetzen, i luoghi del ricordo, i momenti più orrifici – Centenario: l’enorme divaricazione tra le acquisizioni della storiografia e la memoria pubblica – Da chi è gestita la memoria pubblica? – La memoria pubblica sulla Grande guerra non ha alcun rapporto con la realtà dei fatti storici – Ancora patria, confini, eroi e traditori? Allora siamo al 1919! – Come siamo arrivati a questo punto? – Perché si è arrivati a fare merenda sui luoghi della Grande guerra? – Perché facciamo in una trincea cose che non faremmo in un campo di concentramento? – Continuità con la memoria celebrativa costruita dal fascismo – L’imperialismo italiano – La frottola della «Quarta guerra d’indipendenza» – Ancora più grave il connubio tra Prima guerra mondiale e Resistenza – Anche la sinistra italiana prende parte a questa distorsione – Il Risorgimento serve a giustificare ogni crimine – Il libro mette delle zeppe in quelle narrazioni – Tornando al turismo di guerra: anche quello fu introdotto dal fascismo – Già negli anni 20 il touring club italiano faceva le guide ai campi di battaglia – Oggi torna in auge – La Disneyland militare – La banalizzazione è peggio dell’operazione sacralizzante del fascismo – «Banalizzare» la trincea vuol dire renderla familiare, togliere l’elemento osceno, farne un luogo ludico – John Keegan ha scritto: «Le trincee sono i campi di concentramento della prima guerra mondiale».

Padova, 20 settembre 2015, presentazione di «Cent’anni a Nordest» al centro sociale BiosLab.
VmPd
CENT’ANNI A NORDEST A TRENTO – TERZA PARTE – 33’43”
Dibattito: Le memorie, le due destre, l’austronostalgia
WM1: Turismo di guerra – La guerra immacolata di Redipuglia – Cosa manca nelle trincee pulitine di oggi? – L’espressione «Disneyland militare» – Il ruolo dei militari, di Wikipedia e dei militari su Wikipedia – Il Giorno del Ricordo come medaglificio neofascista – Quali sono i soggetti che fanno la storia pubblica in Italia? In primis, i giornalisti – Non si può parlare di storia in TV senza che arrivi Paolo Mieli – Bisogna combattere la guerriglia – L’apologo della tigre e dell’elefante – Non è solo un problema di storia ma anche di geografia – Il resto d’Italia non conosce il Nordest – Il fallace parallelismo tra “fanti” e “partigiani” – I partigiani erano disertori – L’Amnistia Togliatti come “prius logico” di una lunga sequela di schifezze – La felice anomalia che la sinistra italiana gettò alle ortiche – Matteotti, Zimmerwald e l’universale.
QA: Almeno due memorie della Grande guerra: italiana e austriaca(nte) – Austronostalgia e criptonazismo: il periodo 1943-45 – Negli anni Settanta la “seconda memoria” è riemersa in due modi differenti.
WM1: I tedeschi «ne ga liberà» – Il rimpianto per una “seconda chance” – La retrospezione rosea sull’Austria – Un buon antidoto è leggere Il buon soldato S’vèik di Jaroslav Hasek.
VmPd
CENT’ANNI A NORDEST A TRENTO – QUARTA PARTE – 55’50”
Domanda dal pubblico: profughi trentini e profughi di oggi – Alexander Langer – Seconda domanda: l’insegnamento a scuola – Terza domanda: Putin – QA: 75.000 profughi trentini nei territori dell’Impero, 35.000 riparati in Italia – Alcide De Gasperi: «Furono spostati come cose, come se non avessero volontà propria» – Una parola su Alexander Langer: quando contestò le celebrazioni per il cinquantenario – WM1: Quinto di Treviso – 600.000 profughi veneti durante la Grande guerra – Storie che non sono passate nelle memorie di famiglia – Molti veneti non sanno di essere discendenti di profughi – Ma anche se lo sapessero, cambierebbe qualcosa? – Il razzismo e l’eccezionalismo italiano bloccano l’empatia – Dal «Non sono razzista ma» al «Sono razzista, e allora?» – Un aneddoto su Alexander Langer e Bologna, anzi, la Bolognina – TB: io lavoro nella scuola come operatore nella didattica – Si dovrebbe parlare della Grande guerra già alle elementari – Il “programma verticale” – Sulla scuola media “anello debole” e la situazione trentina – Una buona interazione tra scuola e musei – Nel resto d’Italia… – La mancata comunicazione tra ricerca storica e mondo dell’opinione comune – Un ragazzo algerino in Val di Non – Il problema della “colonizzazione” culturale – La “storia del nonno” non è il centro del mondo – Storia e Internet: il culto di “San Simonino martire” – WM1: tutte le destre d’Italia adorano l’uomo forte Putin – La casella dove c’è “Lui” – Zar e Kaiser – Le inchieste sui finanziamenti di Putin alle destre europee – Il plebiscito di Busato – Il Movimento Trieste Libera e Google Translate – La guerra in Ucraina, le responsabilità occidentali e il “salto logico” – La dialettica tra il problema e le sue false soluzioni – I nazionalismi potrebbero diventare il problema principale – Domanda: il nome di Cadorna nelle città italiane – Domanda: le guerre in corso – WM1: il progetto “Resistenze in Cirenaica” – Le responsabilità italiane nella destabilizzazione della Libia – I “benaltrismi” a difesa del nome di Cadorna – N.d.R. lo storico di cui WM1 non ricordava il nome è Hannes Obermair – Verona e Ronchi: l’importanza di non “appoggiarla piano”.
Grazie mille per il suggerimento. :) non conosco questo fatto storico, vado a colmare la mia ignoranza.
Scusate la domanda “di servizio”, ma l’audio della serata al Django di Treviso sarà scaricabile?
Purtroppo no, la registrazione è venuta male :-(