
Furio Jesi durante la lavorazione dell’Enciclopedia Europea Garzanti, 1976
Furio Jesi durante la lavorazione dell’Enciclopedia Europea Garzanti, 1976
Il giocondo sindaco Merola
Su Giap non ci occupiamo spesso degli affari bolognesi, perché diamo per scontato che interessino a una fetta piuttosto ristretta dei giapster. A volte però ci sono questioni locali sulle quali è difficile non prendere parola. E Giap è la nostra presa di parola pubblica. In questo caso, poi, la faccenda ci sembra emblematica di qualcosa che travalica i confini cittadini e regionali. Ed è per questo che ce ne occupiamo e non smetteremo di farlo.
Si tratta del referendum sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private.
Per chi si fosse persa la puntata precedente, indispensabile per capire pregresso e contesto, è QUESTA.
Eccoci ad aggiornare sugli sviluppi e a ribadire un punto di vista. Prosegui la lettura ›
Un paese incapace di rappresentarsi se non come vittima.
[Riceviamo e in extremis pubblichiamo.]
Avviso ai naviganti. Post strano, ambiguo, controverso. Populista (aarrgh).
In verità si tratta di un’inserzione. Però è anche una dichiarazione elettorale, dunque politica.
Forse i miei fratelli di sempre mi bannano a vita, però che ci vuoi fare, potrebbe succedere, sono cose che capitano.
Mi vendo il voto.
Dice: ah beh, carino, vuole provocare.
No, un cazzo. Non vorrei provocare proprio nessuno. Prosegui la lettura ›
Per prima cosa, buon Capodanno a tutt*.
[Non vi attenderete mica un discorso su quel che ci attende dietro l’angolo come Paese nel 2013 bla bla bla? E chi siamo, Napolitano? Tanto, ci siamo già intesi. Per il momento, caviamocela con un ça va sans dire.]
Salvo imprevisti, nel gennaio 2013 troverete su Giap (non necessariamente in quest’ordine): Prosegui la lettura ›
Quando Margaret Powell pubblicò il suo memoriale, nel 1968, il mondo era cambiato dagli inizi della sua carriera. Soprattutto era cambiata lei stessa, dato che era diventata una scrittrice.
Era nata a Hove, una cittadina del sud dell’Inghilterra, sessantuno anni prima, seconda di sette figli di una famiglia poverissima. La madre faceva la donna delle pulizie, il padre era imbianchino, richiamato per la Grande Guerra, spesso disoccupato. Con una mente acuta in un corpo poco aggraziato e lungagnone, a tredici anni Margaret aveva dovuto rinunciare alla borsa di studio vinta per meriti scolastici e andare a lavorare. Cioè a fare l’unico lavoro che la sua condizione sociale le consentiva: la domestica, o meglio, la serva nelle case dei ricchi. Prosegui la lettura ›
Il video che vedete sopra mostra l’attrice Laura Garofoli (ci sembrava di averla già vista, poi ci siamo ricordati dove: Boris 3!) nei panni del compagno (della compagna!) Anatrino. Non solo l’interpretazione è azzeccatissima, ma il divenire-donna del papero proletarizzato e comunista rende il testo ancora più insurrezionale. Chissà perché non ci aveva ancora pensato nessuno. Il luogo è il teatro comunale “Carlo Levi” di Genzano (RM) occupato da un gruppo di studenti e precari. Il momento è la serata del 13 dicembre scorso. La performance è il reading da Anatra all’arancia meccanica diretto da Giuseppe “Nexus” Gatti.
Di seguito, due recentissime presentazioni di (Nuova rivista) Letteraria, una a Roma e l’altra a Bologna, entrambe in un’università, entrambe riuscitissime, molto diverse tra loro. Prosegui la lettura ›